La presenza di Ilaria Salis in un liceo non è passata inosservata. Il retroscena legato alla sua “lezione” agli studenti.
Dopo essersi pronunciata per l’esito del Referendum Giustizia con la vittoria del “no” invitando la Premier Meloni alle dimissioni, ecco Ilaria Salis di nuovo protagonista. Questa volta per una particolare “lezione” che l’eurodeputata con Avs ha tenuto in una scuola. Un liceo di Milano per essere precisi. Alcuni retroscena sono stati svelati da Libero.

Ilaria Salis e la lezione al liceo
Esplode un altro caso attorno a Ilaria Salis. L’eurodeputata con Avs è stata protagonista di una lezione da lei tenuta presso una scuola di Milano. Un incontro di cui lei stessa ha parlato sui social in modo molto orgoglioso. “Sono tornata in una scuola, ospite durante la cogestione al Liceo Leonardo Da Vinci di Milano. Essere davanti a centinaia di ragazze e ragazzi attenti, curiosi, partecipi, è stato potente”.
La Salis in un post social ha spiegato di aver “parlato di Maja e del processo contro gli antifascisti in Ungheria, di cosa significa essere colpiti per le proprie idee, e di cosa sta succedendo oggi in Europa, dove nuove destre cercano di restringere spazi di libertà e diritti che pensavamo acquisiti”. Successivamente ci sarebbe stato spazio anche per la sua “esperienza di detenzione: mesi che non dimentico, ma che hanno rafforzato in me la convinzione che non possiamo permetterci di restare indifferenti”. Nelle intenzioni della Salis, la voglia di costruire “una coscienza collettiva capace di resistere e di immaginare un futuro diverso“.
Il racconto “scandaloso” agli studenti: cosa filtra
Eppure, secondo quanto appreso da Libero, al netto delle parole della Salis, la lezione avrebbe fatto molto discutere. Il media ha parlato di “lezione scandalosa” sottolineando come un professore dello stesso istituto, rimasto anonimo, non avrebbe affatto gradito l’intervento della donna definendo l’iniziativa “faziosa e inappropriata”.
Stando a quanto riferito dalla ricostruzione di Libero, la Salis avrebbe raccontato “un autentico film horror sulle carceri ungheresi con cibo avariato, celle prive di luce ed areazione e perfino donne incinta trattate senza nessuna cautela. Si è poi passati a temi più leggeri come la soddisfazione per la vittoria del No al referendum – ‘se no l’Italia diventava come l’Ungheria’ – e la possibile soluzione per i reati causati dal bisogno con la ‘giustizia sociale'”.
Nella testimonianza del professore del liceo sono stati evidenziati “dubbi sull’opportunità che un personaggio politico così divisivo facesse visita al Leonardo Da Vinci”, anche in relazione alla “reale utilità didattica dell’esponente di Avs in un liceo scientifico”.